L’Ordine degli Ingegneri de L’Aquila esprime preoccupazione per l’applicazione della legge regionale 28 in vigore dall’aprile 2016. Mentre l’acquisizione dei progetti al Suap avviene con procedure telematiche, all’ente quelle informatiche non sono possibili e questo provoca impasse gravi per i professionisti e per la stessa cittadinanza,  spiega il presidente Masciovecchio

Senza l’adeguamento telematico del Genio Civile molte pratiche rimarranno inevase ancora per troppo tempo con gravi rallentamenti alla realizzazione delle opere, comprese quelle relative alla ricostruzione“. L’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila, raccogliendo le istanze della categoria in occasione di un Consiglio decentrato tenutosi ieri ad Avezzano ed aperto agli iscritti della Marsica, ribadiscono l’allarme lanciato in merito ai ritardi persistenti nell’avanzamento delle procedure amministrative causate dal mancato adeguamento informatico dello stesso Genio Civile. La legge regionale 28, in vigore dall’aprile 2016, regola il passaggio delle procedure di deposito a quelle autorizzative e sembra andare incontro a molteplici difficoltà di applicazione. “Mentre l’acquisizione dei progetti al Suap – spiega il Presidente Elio Masciovecchioavviene regolarmente in via digitale, il Genio Civile non dispone ancora dei sistemi telematici ed è questa mancata interrelazione a comportare i rallentamenti nell’evasione delle pratiche e di conseguenza gli enormi, evidenti, disagi sia ai professionisti, che vedono bloccato il proprio lavoro, sia alla stessa cittadinanza“. L’effetto di questo impasse è ben fotografato, come spiega ancora Masciovecchio, “dalle montagne di faldoni cartacei che il Genio Civile si trova a dover gestire, con la conseguenza di procedure ferme nel cratere sismico“. Se infatti la questione è riemersa con forza in occasione del consiglio decentrato di Avezzano, questa, in realtà, finisce per investire l’intero territorio: “La legge 28 funziona sulla carta, purtroppo nella pratica la Regione non è riuscita ancora ad adeguarsi, dotando, come sarebbe stato opportuno in dodici mesi, il Genio Civile di quei canali informatici che potrebbero velocizzare e rendere immediati molti passaggi. Trasmettendo da remoto, si eviterebbero tra l’altro le lunghe code agli sportelli degli uffici che comportano perdite di tempo invece utilissimo per avanzare nella ricostruzione“.